Intrevista
Exclusiva
Manolín,
Il
Médico de la Salsa
per
Foto per Jacira Castro
Jacira:
Benvenuto
nuovamente a Miami! Come mai di ritorno?
Manolín: Due
anni fa non ero in condizione di scegliere di restare. Avevo un contratto
discografico in sospeso, mia madre malata e, sentendomi un uomo libero, decisi
di tornare a Cuba e lottare. Feci tutto il possibile per reintegrarmi, però sto
nuovamente qui.
Mi sentii defraudato. Io sono cubano e giudico il mio paese, mi sento in diritto
di farlo. Non furono capaci di comprendere la mia posizione ed i miei diritti.
Giunse il momento di fare quello che ho fatto ora.
Jacira: Quanto
tempo hai passato a Cuba?
Manolín: Un
anno e quattro mesi. Tre anni fa, dopo la mia prima visita a Miami, già ero
censurato, alla radio non passavano le mie canzoni. Ultimamente non potevo
lavorare, mi dissero che avrei dovuto smettere di chiamarmi "Il medico
della salsa" e di cantare con un gruppo chiamato "Febbre latina "
(di 3° o 4° categoria).
Jacira: Io ero presente
la sera che a Miami Beach inventasti il coro dello scandalo: ".... io
desidero un ponte grande, perché la gente di Miami venga e la gente di Cuba
vada...".
Come nacque questa canzone e che problemi ti creò?
Manolín: La
canzone si chiama "Il ponte". Avendo vissuto sia qui che lì, so che
la gente, da entrambi i lati, è a favore dell'unione, di riunire le famiglie.
Alla gente gli piace la pace .... mi ispirai ... Il coro dice : "Chiedo la
pace nel nome dello spirito, chiedo una tregua per questa lunga guerra, chiedo
ragionevolezza, contagiatevi della mia allegria e vedrete che ... Farò un ponte
largo, perché la gente di Miami venga e la gente di Cuba vada".
Jacira: Come
riuscisti a uscire da Cuba?
Manolín: Non
mi lasciavano uscire, ho aspettato per tre mesi un permesso per partecipare in
Messico ad un programma di televisione. Alla fine me lo diedero.
Jacira: Sappiamo
che entrasti negli U.S.A. con un passaporto falso. Ti sei consegnato ai servizi
di immigrazione dell'aeroporto di Atlanta, ti arrestarono e ti portarono in
carcere. Come fu la settimana passata in carcere?
Manolín: Mi
trattarono molto bene e li ringrazio di questo.
Jacira: Quali sono
i tuoi piani attuali?
Manolín: Credo
che ora esistano le migliori condizioni per cominciare una carriera qui. Io
lottai a Cuba e feci quello che mi sentivo di fare. Qui la stampa sta
rispettando le mie posizioni e mi accettano così come sono.
Jacira: "De
buena fe" fu uno dei migliori e più creativi cd di Timba mai realizzati.
Da allora non hai più realizzato nulla, nonostante circolino nuove canzoni che
non hai mai inciso. Alcuni tuoi musicisti dicono che realizzasti un album nel
1999 che non fu mai lanciato al mercato dalla tua casa discografica. Che succede?
Manolín: Tra
due mesi sarò libero dal vecchio contratto discografico. In questo momento sto
in sala prove e sto cercando una nuova casa discografica.
Jacira: Hai pensato
mai all'ironia del testo della tua canzone più famosa "La bola", che
ora si potrebbe riferire a te e ad altri timberos che lasciarono Cuba?
Manolín: Sì,
però continuerò a cantarla!
Starò "Arriba de la bola" anche qui!
Jacira: Miami è
piena di brillanti musicisti cubani. Molti altri stanno vivendo in Spagna e Los
Angeles. Nessuno però ha prodotto un album di Timba. Sembra quasi che la Timba,
allontanandosi da Cuba, si spenga.
Manolín:
La Timba è tuttora una musica
locale prodotta a Cuba. Ora ho l'opportunità con il mio gruppo di fare per la
Timba quello che deve essere fatto.
Jacira: Se la Timba
è un prodotto locale, come credi di poter creare qui lo stesso tipo di ambiente
e dare al pubblico il primo capolavoro di Timba prodotto fuori da Cuba?
Manolín: Lavorando
duro. Ora ho la forza e lo spirito per farlo. Resto quello di sempre. Se fino ad
ora non ho fatto un nuovo album questo dipende dagli altri, comunque il mio
nuovo disco, che comincerò a registrare tra poco, uscirà a fine anno.
Dite al mio pubblico che abbia un poco di pazienza, che tra poco avranno un
nuovo album di Manolin!
-- Miami, Florida, 26 de mayo del 2001
Traduzione per
Claudio di
www.salsasocialclub.com
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