Intrevista
Exclusiva
Manolín el Médico de la Salsa
Ritorna a Torino dopo 4 lunghi anni
Intervista – Traduzione per
, Corrispondente Locale in Torino, Italia
Amici un
saluto chi vi parla è Manolin il Medico de la Salsa, un cubano
rappresentante della musica contemporanea cubana, il mio gruppo ha cominciato,
anzi prima di tutto io provengo da una famiglia di musicisti, mia mamma
è stata cantante di musica Campesina cubana e mio padre compositore,
mia sorella maggiore insegnante di chitarra, all’interno di un
ambiente musicale cantare e comporre è stata la prima cosa che
ho fatto nella mia vita. Poi sono diventato medico, ma sentivo la necessità
di esprimermi in quella che era realmente la mia vocazione, la Musica
e così è nato il Medico de la Salsa.
Nel 1995
ho inciso il mio primo cd Una Aventura Loca
che va in vetta alle classifiche di vendita a Cuba, e mi fa conoscere
in Europa e in parte dell’America Latina; nel 1996 ho inciso il
disco che ha avuto più successo nella mia carriera Para
Mi Gente, che contiene La Bola che mia dato tante
soddisfazioni perché detiene il record delle vendite a Cuba,
poi nel 1997 ho inciso De Buena Fe nel 1998
ho inciso Jaque Mate e comincio ad avere problemi
politici a Cuba per le mie canzoni dedicate ai miei amici che vivevano
a Miami, i cubani a Miami, la vita a Cuba per me era diventata difficile,
così ho deciso di andare a vivere anche io a Miami.
I primi
due anni furono di adattamento, per vedere come funzionava l’ambiente,
facevo molti concerti, voi sapete che a Miami ci sono quasi un milione
di cubani, e un pezzo di Cuba e i cubani mi hanno dimostrato che in
qualsiasi posto del mondo vivano sono sempre cubani, a Torino, Miami,
Roma, Napoli, Parigi o Madrid, in qualsiasi posto, a New York, i cubani
continuano a essere come sono spontanei, buoni, ballerini, di buon umore,
gente che fatica, e io sono uno di questi, dei tanti che cerca con fatica
di portare la musica cubana dove può in tutti i posti. Noi abbiamo
avuto la soddisfazione di essere creatori di uno stile musicale a Cuba
che negli anni ’90 si impose in tutte le grandi orchestre, siamo
stati in gran parte responsabili del boom della musica Timba degli anni
’90, abbiamo dato un apporto importante insieme ai Van
Van, Issac Delgado, Paulito F.G.,
Charanga Habanera, NG La Banda e molte altre ottime
orchestre che ci sono a Cuba; mi sento molto soddisfatto.
Sono di
nuovo a Torino, era da 4 anni che non ci venivo, era da 4 o 5 anni che
non facevo una tournèe in Europa abbiamo cominciato da Madrid
poi Barcellona e Valencia, poi Reggio Emilia e Torino che amo tanto
e la gente che sempre mi sostiene, e voglio salutare la gente di Torino,
a tutti quelli che seguono questa musica, domani andiamo a Zurigo in
Svizzera e torneremo sabato a Napoli dove finiremo tornando a Madrid
e poi da lì a Miami.
Non voglio
più smettere di fare tournèe voglio rimanere sulla cresta
dell’onda qui in Europa a partire da questo momento.
A Miami
ho lavorato molto, la prima cosa che ho fatto è stata registrare
un disco dal vivo in un posto che si chiama Los Ranchos,
davanti a 3000 o 5000 cubani, mi sembrava di essere all’Havana,
era incredibile….. comprate il disco che si intitola El
Puente dove c’è una canzone che parla dell’unione
di tutti i cubani, “Voglio fare un ponte…. Perché
la gente dell'Havana venga e la gente di Miami vada”, perché
credo che sia più logico che tutti i cubani si riconciliino e
l’amore la pace e l’amicizia sono le cose più belle
che abbiamo noi esseri umani, e io sono portatore di un messaggio di
allegria e di pace e niente più…. Il cd si chiama El
Puente ve lo consiglio un cd molto bello dal vivo con
tutta la gente che canta e balla in un ambiente molto intimo.
Ora ho
firmato con la BMG e il progetto era fare un disco pop e l’ho
realizzato che comunque con la chitarra compongo, perché ho da
sempre una vena trovadora, il disco è uscito negli Stati Unito
e le radio lo suonano abbastanza, sono dieci canzoni di baladas alcuni
veloci e alcune un po’ più lente, ma soprattutto da ascoltare.
È stato fatto un lavoro, perché uscendo da Cuba ho perso
i dieci milioni di cubani che sono il pubblico autentico della musica
Timba, a Miami ci sono quasi un milione di cubani ma dieci milioni sono
molti di più e quella è la loro musica da quando si alzano
a quando vanno a dormire, ma sto facendo comunque una cosa autentica
che è la balada pop che maggiori risorse e a tutta la gente che
già ascolta questa musica che non mi conosce e viene a vedermi,
io gli suono anche la Timba in modo da farla assimilare, è un
lavoro paziente ma in 2 o 3 anni si vedranno i risultati.
Come farò
ad unire i 2 tipi di pubblico, di attrarre il pubblico che non conosce
questa musica.
Sono soddisfatto
perché mia mamma e i miei amici che arrivano da Cuba mi dicono
che la mia musica continua a sentirsi da tutte le parti, nelle feste
di piazza e private come se da Cuba non me ne fossi andato e ci tornerò,
non starò più di 2 o 3 anni senza tornare a casa e fare
visita alla mia gente, cosicché continuiamo a lottare e sulla
cresta dell'onda.
Grazie.
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